Ladriatica E-06 anello Otranto

Ladriatica E-06 anello Otranto

Ladriatica: Il preambolo

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La prima alba d’Italia, un classico da vivere da queste parti. Un’atmosfera riconciliante se approcciato in silenzio, magari raggiungendo il faro della Palascia in bicicletta partendo dalla non lontana Otranto. Se siete approdati a questo racconto probabilmente il mezzo vi affascina e stimola curiosità. È il mezzo con cui affrontare l’anello più a est di tutti, uno dei sei che compongono la Ciclovia del Salento orientale, quello con vista mozzafiato della spianata che culmina sulla torre di Sant’Emiliano, forse la più suggestiva. Gli affacci sul mare mirabili rallentano ogni ritmo preimpostato, immaginato o pianificato. Fragranze essenziali stimolate dal vento, raggi di luce costituiti da molteplici frequenze svelano l’indole delle stagioni e della natura che appaga. La Fraula alla cui base persiste l’approdo di Enea (Porto Badisco) ci lancia in alto quel tanto da cambiare scenario, sposta l’accento sul lato umano, posato su vie dai ritmi lenti. Gesti commisurati, adeguati e mai forzati o accelerati immaginano e creano cose reali, faticando, col sudore e perseveranza, tra le pietre, tra telai e filati, manufatti e ingegno, scavando la roccia o assemblando le parti. Nasce così l’artigianato locale, prezioso, dal valore culturale, identitario e senza tempo. Architettura funzionale alla sopravvivenza o alla mistica, rispettosa del circondario ma bellissima e integrata, recuperata dai tempi del passato. Il frutto della terra dai sapori genuini, decisi o delicati. Nei vicoli stretti dei borghi piccolissimi, in sequenza, ai confini, nei campi circostanti o appresso alle masserie onnipresenti. Tutto il resto è lontano, lasciato ai margini, inutile se vogliamo, ecco il Salento essenziale.

Grazie alla Fondazione de Le Costantine per l’immenso lavoro di salvaguardia dell’artigianato e della Cultura salentina.

Grazie alla provvidenza salentina che organizza incontri casuali come quello avvenuto lungo il percorso, protagoniste due splendide persone della ASD Mollare Mai, Adriano e Salvatore.

P.S.: L’ambiente è parte del viaggio, rispettalo e vivilo con discrezione. Non lasciare tracce del tuo passaggio, qualcuno potrebbe aver lavorato duramente per permetterti di godere del contesto naturalistico che stai attraversando. La natura pretende solo di essere rispettata… non chiede altro. E’ sufficiente comportarsi come se fosse tuo quello che ti circonda (se ci pensi, in buona parte lo è).

Ladriatica:

E-06 anello Otranto

Il rosone della chiesa matrice di Minervino, San Michele.