
Intr’U Salento – Selezione 470-510 (Il Mare a Oriente)
Intr’U Salento: Il preambolo
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Il mare visto da qui è qualcosa che va oltre all’attrazione, ci ricorda quanto siamo piccoli ed effimeri in questo mondo. Le nostre paure, i desideri, le ideologie non hanno spazio o meglio non hanno peso di fronte alla sua maestosità. Eppure è proprio la nostra mente a giovare di questa bellezza quando si arriva ad osservarlo dai punti più solitari e panoramici del Salento. Il Canale d’Otranto è vicino, vicinissimo ma è impossibile udirlo in prima persona. A chiudere gli occhi però lo si percepisce eccome, il vento teso si insinua rumoreggiando tra l’erba alta e secca di fine estate, il senso olfattivo stimolato dai profumi che partono da lontano, dalla macchia mediterranea, dai pini lungo la costa, dalla salsedine sprigionata e proprio dal vento a noi condotta. A tutto questo, ad occhi aperti si sommano i colori ed i contrasti forti quando il vento arriva dai quadranti del Nord, viceversa, sfumati e poco definiti quando ci investono da Sud. Torre Sant’Emiliano e la Torre del Sasso segnano i limiti estremi di un tratto di costa affacciata sul Mare di Oriente aggiungendo quel tocco di infinito al momento, a quel momento. Si perché arrivarci è fatica e goduria allo stesso tempo, uno sforzo fisico necessario e predisponente affinché tutto raggiunga la dimensione adatta. D’altronde è questo lo scopo per cui si affronta un viaggio Intr’U Salento.
Dove finisce la traccia? Sotto un albero dall’età infinita all’ombra del quale realtà, miti e leggende si sono assopiti, rifocillati. Sua Maestà la Quercia dei cento Cavalieri…
P.S.: L’ambiente è parte del viaggio, rispettalo e vivilo con discrezione. Non lasciare tracce del tuo passaggio, qualcuno potrebbe aver lavorato duramente per permetterti di godere del contesto naturalistico che stai attraversando. La natura pretende solo di essere rispettata… non chiede altro. E’ sufficiente comportarsi come se fosse tuo quello che ti circonda (se ci pensi, in buona parte lo è).
Lo spunto da cui si è partiti per disegnare il percorso?
√ Fortificazioni nel Salento – Castrum Minervae, baluardo inespugnabile
Intr’U Salento:
Selezione 470-510 (Il Mare a Oriente)
Tempi di percorrenza
Bisognerà mettere in conto quattro ore almeno per percorrere questi 55 km (con medie da cicloturismo senza considerare eventuali soste aggiuntive) in previsione del fatto che bisognerà affrontare dei tratti tecnici (se pur brevi) anche superandoli a piedi. Ne varrà la pena.
Tipologia di Percorso
Ricco di varianti scenografiche, questo percorso attraversa oltre alle classiche vie secondarie salentine asfaltate tratti boschivi e spazi aperti, cornici di muretti a secco con pajare che appaiono qua e la a ricordarci che le pietre nel Salento sono sempre protagoniste. Uliveti che subiscono l’onta della xylella e nuovi impianti che viceversa dovrebbero dare continuità futura a questa cultura millenaria. Non mancano aree archeologiche e sentieri sterrati, a tratti pietrosi lungo la serra della costa posta ad oriente che donano una prodigiosa vista sul Canale d’Otranto. Sterrati bianchi che seguono la Via Francigena ma anche qualche chilometro di asfalto nero a priorità ciclabile. In fine non si faranno attendere i piccoli borghi silenziosi con le loro piazzette sempre accompagnate da una chiesa e anche da qualche palazzo nobiliare. Dislivelli? Questa volta qualcosa si dovrà affrontare ma non dura mai all’infinito, anzi. Attenzione ai soliti attraversamenti con le arterie stradali principali da affrontare con cautela e attenzione.
I punti caratterizzanti
La elegante Poggiardo protetta dal Castello Duca Guarini e la splendida cripta Santa Maria, montando quindi l’adiacente serra e attraverso il Bosco dei Marirossi a cercare la Grotta che respira (incuriosisce vero?). Si sfiora il Parco dei Guerrieri in visita agli insediamenti messapici e la Chiesa ipogea dei Santi Stefani a Vaste prima di risalire verso nord a pedalare tra il piccolo borgo di Cocumola col suo Palazzo Baronale Pasca dal portale di ingresso enfatizzato. Il Menhir di San Giovanni Malcantone lungo la Via Francigena a segnar la rotta verso Uggiano La Chiesa che di fatto è la porta di ingresso a quel tratto di costa spettacolare che ci porterà a Tricase. In mezzo la vista mozzafiato sulla Torre di Sant’Emiliano e Porto Badisco, Cerfignano, Vitigliano, Vignacastrisi e Marittima col Palazzo baronale Maglietta, rappresentanti i piccolissimi borghi sudorientali del Salento e dunque Andrano col suo Castello Spinola-Caracciolo con tanto di fossato e torrione annesso. La Serra del Mito (dalla desinenza Amito) e l’immagine di una Torre tra le più scenografiche lì voluta a partire dal XVI secolo. L’ultimo monumentale punto di bellezza prima dell’arrivo a Tricase è la famigerata Quercia Vallonea dei cento Cavalieri uno degli ultimi superstiti di un bosco rigoglioso del passato ormai lontano.
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