Intr’U Salento 810-870 (Arneo)

Contrasto cromatico forte lungo le strade d'Arneo

Intr’U Salento – Selezione 810-870 (Arneo)

Intr’U Salento: Il preambolo

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Le hanno affibbiato il record come torre federiciana più alta nel Salento, non importa quanto alta, ancora oggi svolge il suo ruolo egregiamente. Svetta e domina l’orizzonte indicando sinanche i punti cardinali. Perché poi si sia scelto di edificarla nel XIII secolo da queste parti è ormai noto. “Mamma lì pirati!”, qualcuno si ostina a chiamarli turchi. Leverano individuabile da lontano, riconoscibile da ogni angolazione, sagomata proprio da essa. Negramaro, Malvasia, coltivazioni di vario genere e fiori qualche volta addirittura commestibili sono, in questa parte di Arneo, fonte di reddito indotta dalla bonifica degli acquitrini sempre esistiti anche qui, avvenuta soltanto nel XX secolo e culminata durante la riforma agraria con una lotta impari, aspra tra governo e contadini in cerca di terra per pura sopravvivenza, svoltasi resistendo, inforcando il simbolo di indipendenza e libertà. La Bicicletta. Outback salentino, pur non reggendo per estensione il confronto con quello famigerato australiano, definirlo così rende l’idea di ciò che si andrà ad affrontare pedalando da queste parti. E’ una delle aree meno popolate del Salento (forse rimaste in due), silenziosa, rurale, selvaggia (raramente ormai) e dai rettilinei infiniti ai margini dei quali i fiori persistono per tutto l’anno salvo soccombere al sopravvento della siccità. Fungono da collegamento tra un appezzamento e l’altro, tra una masseria fortificata e quella successiva, distanti tra loro, isolate tra terra e cielo, tra vento e sole, tra lentezza e silenzi. Il mare è confinato a margine, questa volta attore non protagonista pur essendo attraente e dalle tonalità verdi vellutate luminose, con le spiagge, le dune bianche a nord e a sud di Porto Cesareo. Intr’U Salento si affaccerà lì per l’ultima volta prima di svoltare definitivamente e pedalare su fili sterrati che si perdono all’orizzonte, in completa solitudine, immersi nella terra rossa arata, affiorante naturalmente nei lunghi momenti di calura, tra il verde sulle spianate, d’inverno estese d’erba o coltivate, innaffiate per forza e senza possibilità di aggirare il disastro delle monoculture che portano a riflettere. Il ritmo impartito della pedalata dipenderà solo e soltanto da noi, dai nostri pensieri stimolati da ciò che ci circonda e ciò che ci sovrasta.

Dove finisce la traccia? In un luogo che qualcuno posiziona ai margini di tutto e che invece si trova al centro di questa incredibile, autentica terra salentina. L’Arneo.

P.S.: L’ambiente è parte del viaggio, rispettalo e vivilo con discrezione. Non lasciare tracce del tuo passaggio, qualcuno potrebbe aver lavorato duramente per permetterti di godere del contesto naturalistico che stai attraversando. La natura pretende solo di essere rispettata… non chiede altro. E’ sufficiente comportarsi come se fosse tuo quello che ti circonda (se ci pensi, in buona parte lo è).

Lo spunto da cui si è partiti per disegnare il percorso?

Fortificazioni nel Salento – La Torre federiciana e l’asinello

Fortificazioni nel Salento – L’Arneo si difende con la lupara

Intr’U Salento:

Selezione 810-870 (Arneo)

Masseria Trappeto, Nardò