
Intr’U Salento – Selezione 510-560 (Il Faro in fondo)
Intr’U Salento: Il preambolo
Download gpx, percorso visto su Mappa
E’ sempre lei protagonista nell’entroterra salentino, la Serra. Probabilmente la più importante, quella che monta a partire da Galatone per terminare a Gagliano del Capo seguendo parallelamente la direzione geomorfologica del tacco d’Italia. La montiamo e la seguiamo inserendoci da Specchia pedalando da subito, provenendo da Tricase, in direzione ovest per intercettarla. Lucugnano e appunto Specchia i borghi attraversati prima di affrontare con decisione la salitella con il fiato adeguato ad una pedalata più intensa. Ci penserà la Serra a spezzarlo questo fiato, ad alzarlo a ritmi più intensi grazie ad un’impennata breve che non lascia dubbi circa il fatto di averla raggiunta. E’ incredibile come le vie e viuzze poderali riescano sempre a dare un’anima mai anonima a questa terra. Serpeggiano e cambiano direzione sempre, si insinuano in anfratti e boschetti, si aggrovigliano costretti da muretti a secco eterni oppure si aprono alla luce del sole tra radure rosse dove il vento prevale sull’ombra. In mezzo i panorami aprono finestre sul Salento. Soli? No mai, nel Salento non si è mai soli, in solitudine? Si assolutamente, il silenzio o meglio l’assenza di persone ci fanno sentire lontano da tutto e tutti ma, a ben guardare, ascoltare, riecheggiano suoni e rumori prodotti da qualche “Furese” superstite dei tempi passati, eroicamente al lavoro sui campi, quelli più difficili da coltivare poiché povere di terra ma ricche di pietra, da bonificare e poi costruirci Pajare come quelle di un tempo, chissà… Alessano, Montesardo, San Dana, Gagliano del Capo, ecco dove dissetarsi, osservare, praticare ritmi lenti e calmi. Essi, gli abitanti, a sbucare dai vicoli stretti oppure a divagare nelle piazzette all’ombra di chiese o palazzi nobiliari. E’ il Capo di Leuca, è la punta più estrema nel mare, quel mare ancora mai visto che spunterà all’improvviso dal blu profondo col Faro bianco la giù in fondo.
Dove finisce la traccia? Inevitabilmente il fascino attraente di finibus terrae ci porta a fissare il faro davanti a noi. E se invece distratti volgessimo lo sguardo all’Omomorto?
P.S.: L’ambiente è parte del viaggio, rispettalo e vivilo con discrezione. Non lasciare tracce del tuo passaggio, qualcuno potrebbe aver lavorato duramente per permetterti di godere del contesto naturalistico che stai attraversando. La natura pretende solo di essere rispettata… non chiede altro. E’ sufficiente comportarsi come se fosse tuo quello che ti circonda (se ci pensi, in buona parte lo è).
Lo spunto da cui si è partiti per disegnare il percorso?
√ Fortificazioni nel Salento – Castrum Minervae, baluardo inespugnabile
Intr’U Salento:
Selezione 510-560 (Il Faro in fondo)
Tempi di percorrenza
Nonostante i brevi dislivelli i tempi di percorrenza sono previsti in tre ore tre ore e mezza al massimo con medie da cicloturismo senza considerare eventuali soste aggiuntive.
Tipologia di Percorso
L’inizio può sembrare un pizzico complicato se si considera il brioso ambiente urbano di Tricase superata la quale però le cose cambiano rapidamente e le strette stradine secondarie prendono il sopravvento. Il passato rurale viene subito a galla proprio attraversando queste ultime nate con lo scopo preciso di generare vie di collegamento da e tra i centri di produzione di derrate alimentari. Aie, casolari in pietra ormai ruderi, Pajare, alberi di melograno fichi e pale di fichi d’india. Piccole realtà di artigianato e qualche masseria ancora viva saranno protagoniste fino a Specchia. Da lì e lungo tutta la Serra le vie di comunicazione alterneranno il fondo stradale tra asfalto e sterrato, fondo brullo e brevissimi sentieri boschivi mentre un saliscendi continuo, mai estremo ma presente detterà il ritmo di pedalata. Ad eccezione degli attraversamenti urbani dei borghi mai molto trafficati, l’attenzione va posta ai soliti attraversamenti con le arterie stradali principali ed in particolar modo lungo il tratto di circa un chilometro lungo la strada SP 76 che collega Specchia a Presicce senza sottovalutare la litoranea nel tratto finale verso Santa Maria di Leuca ormai svuotata dal frastuono estivo.
I punti caratterizzanti
Il grandioso Palazzo dei Principi Gallone che si affaccia su due piazze a Tricase, la più grande Piazza Pisanelli e la più intima dedicata a Don Tonino Bello. Sempre a Tricase la targa posta in memoria delle tabacchine e degli eventi culminati tragicamente nel maggio del 1935. Il borgo ed il Castello dei Capece di Lucugnano, Specchia da visitare con Palazzo Risolo al centro e dunque la Serra con i Pajaruni (Pajare dalle dimensioni straordinarie) dove protagoniste sono le vie e viuzze poderali attraversate nel silenzio e lontano dai rumori di origine antropica. Le piccole Alessano di Don Tonino Bello, Montesardo e la Chiesetta medievale di Santa Barbara, San Dana con la Cripta di Santa Apollonia e dunque il Comune salentino posto più in alto di tutti al vertice più a sud di questa Serra, Gagliano del Capo. Il mare raggiunto a partire da qui, in discesa fin quasi a toccarlo dalla Baia del Ciolo. Il Faro di Leuca? A fatica ma ci si arriva con grande soddisfazione.
Download gpx, percorso visto su Mappa




