
Intr’U Salento – Selezione 410-470 (Il Parco dei Paduli)
Intr’U Salento: Il preambolo
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In un Salento dove tutto sembra statico e uguale a se stesso esiste un luogo dove tutto è in bilico e cambia nello spazio di pochissimo tempo. Basta una pioggia, il vento o il sole e nell’arco di pochissime ore il racconto di chi attraversa questo percorso muta. Cambiando la scala del tempo diventa evidente l’impatto dell’uomo che si confronta da sempre con la natura dei “patuli”. Strappare terra fertile ai miasmi dell’acqua stagnante dei laghetti effimeri è un obiettivo storico perseguito spesso con troppa foga nel recente passato. Uliveti a perdita d’occhio hanno soppiantato la biodiversità esistente spezzando l’equilibrio necessario a tutti. È bastato un batterio per mettere nuovamente tutto in discussione. Ecco, nel cuore vero del Salento si vive e si assapora questa fatica, si pedala su sentieri e vie di campagna, su stradine a volte asfaltate o appena accennate tra l’erba che reclama il suo spazio. Tra Ruffano e Poggiardo, vore, aree paludose lungo i canali di bonifica, querce monumentali, terre rurali ed il richiamo lamentoso delle poiane in volo, una sensazione di isolamento apparente senza dimenticare la Storia affiorante, evidente ma discreta. Benvenuti nel Parco dei Paduli.
Dove finisce la traccia? A Poggiardo, elegante borgo dallo stile ottocentesco e rampa di lancio verso oriente, ancora una volta.
P.S.: L’ambiente è parte del viaggio, rispettalo e vivilo con discrezione. Non lasciare tracce del tuo passaggio, qualcuno potrebbe aver lavorato duramente per permetterti di godere del contesto naturalistico che stai attraversando. La natura pretende solo di essere rispettata… non chiede altro. E’ sufficiente comportarsi come se fosse tuo quello che ti circonda (se ci pensi, in buona parte lo è).
Lo spunto da cui si è partiti per disegnare il percorso?
√ Fortificazioni nel Salento – Castrum Minervae, baluardo inespugnabile
Intr’U Salento:
Selezione 410-470 (Il Parco dei Paduli)
Tempi di percorrenza
54 km percorribili in tre ore con medie da cicloturismo senza considerare eventuali soste aggiuntive o passaggi lenti tra la natura.
Tipologia di Percorso
La natura del territorio attraversato fa intuire, a giusta ragione, il fatto che spesso ci si trova a pedalare su fondo tutt’altro che asfasltato. Infatti i passaggi tra sentieri erbosi, sterrati o vegetazione sono prevalenti pur non mancando le classiche stradine secondarie asfaltate. Per quanto presenti, i tratti più immersi nella vegetazione sono attraversabili senza complicazioni ma serve un pizzico di pazienza. I dislivelli sono nulli ma il vento, quando presente, potrebbe essere insidioso da affrontare alla stregua delle salite. Qualche breve innesto su tranquille strade provinciali oltre ai soliti attraversamenti con le arterie stradali principali da affrontare con cautela e attenzione. In particolare in uscita da Montesano la rotatoria è uno snodo abbastanza trafficato. I borghi attraversati sono otto, la maggior parte concentrati nell’ultimo tratto del percorso tutti silenziosi e piccoli.
I punti caratterizzanti
Ruffano col suo nucleo storico “appollajata all’ombra di un castello feudale” (così la descrive Cosimo de Giorgi) e oggi bellissima e caratteristica è il punto di partenza da cui godere della rigogliosa serra salentina. Si transita ai suoi piedi fino a raggiungere Supersano col suo Castello prima di immergersi totalmente nel Parco dei Paduli. Querce monumentali, la Motta medievale Torricella distinguibile tra la vegetazione, il laghetto effimero Patula Don Tumasi e la straordinaria biodiversità lì presente o dormiente nei periodi di mancanza d’acqua, il piccolo borgo di Miggiano con la Cripta di Santa Marina, la piazzetta ed il parchetto boschivo. Un rapidissimo passaggio da Montesano e dopo pochi chilometri Depressa col Castello Winspeare prima di attraversare un ambiente dove uomo e natura hanno trovato un compromesso ideale. La Masseria Fortificata Monti di Castiglione d’Otranto (altro piccolo borgo dove respirare il Salento autentico), la sua Cripta dello Spirito Santo ed il Palazzo baronale Bacile. Superato Castiglione si giunge in un luogo particolare chiamato Parco delle Pietre voluto da Giuseppe Corrado, quindi Masseria Grande col suo torrione e la Chiesetta di San Felice. Spongano ed il Palazzo Bacile, Surano, il suo nucleo storico e la Chiesa di San Rocco, infine l’elegante Poggiardo.
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