
Intr’U Salento – Selezione 0-60 (a nord di Lecce)
Cos’è un viaggio se non lasciarsi andare
Un esperimento, un viaggio o piuttosto un racconto. Forse tutto insieme, chissà.
Ho cominciato a pensarci per scherzo, per condividere con chi non ci crede, non lo conosce oppure lo conosce eccome. Per raccontarlo a chi non ha potuto o non può pensare ad un viaggio per quanto lontano o vicino esso sia. Senza pretese o aspettative, aperto a ciò che accadrà o si paleserà. Si è materializzata sulla mappa una traccia da seguire che attraversa il Salento, lentamente. Si certo i luoghi son quelli, nulla di ufficiale, certificato o esclusivo, di nuovo, anzi. Semmai il contrario, inclusivo al pari di un mezzo di trasporto privilegiato a volte dimenticato e poco considerato. Luoghi autentici, forgiati dalla Storia che ha impresso Cultura e dalla Natura generosa o aspra, rigogliosa e lunatica, dispettosa. Manipolata, strapazzata, ignorata.
Un’unica esigenza, assecondare la voglia di pedalare.
E intanto il primo tratto a nord di Lecce è andato, preso più dai pensieri che non dal presente. Il risultato? Un ricordo poco chiaro e tremante… Un errore? Un limite? Un paradosso perché… Cos’è un viaggio se non lasciarsi andare?
Conoscenza e racconto del bello, forse le uniche cose che legano al luogo, rispettandolo e amandolo. Intr’U Salento è questo, il suo piccolo contributo, umilmente con le sue lacune ed imperfezioni (senza alcun dubbio) ma deciso a provarci.
Intr’U Salento: Il preambolo
Download gpx, percorso visto su Mappa
Lecce attraversata e lasciata alle spalle da una periferia che svanisce all’improvviso. La valle della Cupa che in un gioco ottico la erge come posta su di un altopiano, Campi Salentina e Squinzano i borghi attraversati, poi il cambio di passo in un’area ricca di Storia e Natura seguendo a tratti le orme dei cammini antichi. Le masserie già forti e la splendida Abbazia di Santa Maria di Cerrate. Il tutto senza allontanarsi mai troppo dal luogo da cui si è partiti.
Dove finisce la traccia? Con la ruota che affronta un muretto a secco! Nulla di che, è alto non più di 30/50 centimetri. Scavalcandolo il viaggio continua…
P.S.: L’ambiente è parte del viaggio, rispettalo e vivilo con discrezione. Non lasciare tracce del tuo passaggio, qualcuno potrebbe aver lavorato duramente per permetterti di godere del contesto naturalistico che stai attraversando. La natura pretende solo di essere rispettata… non chiede altro. E’ sufficiente comportarsi come se fosse tuo quello che ti circonda (se ci pensi, in buona parte lo è).
Lo spunto da cui si è partiti per disegnare il percorso?
√ Fortificazioni nel Salento – A partire dal Carlo V
Intr’U Salento:
Selezione 0-60 (a nord di Lecce)
Tempi di percorrenza
60 km percorribili in tre/quattro ore facili facili con medie da cicloturismo (senza considerare eventuali soste aggiuntive).
Tipologia di Percorso
Stradine secondarie asfaltate e sterrate, un sentiero stretto brullo, uno tra folta vegetazione e senza alcun dislivello (con un pizzico di attenzione si possono superare senza alcun problema rimanendo seduti sulla bicicletta) mentre si pedala tra scenari tipici salentini. Porre attenzione ai pochi attraversamenti con le arterie stradali principali. In particolare in uscita da Squinzano dove si è costretti (non c’è data alternativa) a scavalcare la S.S. 613 Brindisi – Lecce su di un cavalcavia condiviso col traffico motorizzato, ma dura solo tre chilometri.
I punti caratterizzanti
Ovviamente tutto il nucleo storico di Lecce, il palazzo Paladini ed il Museo delle tabacchine Guarino a Campi Salentina, Squinzano e la chiesa matrice col portale di ingresso decorato in barocco leccese, le masserie fortificate Caretti Grande, Paladini, Mendule, Barrera e Melcarne. La torre dei Cavallari e la chiesa rupestre Santa Maria d’Aurìo senza dimenticarsi, ovviamente, dell’Abbazia di Santa Maria di Cerrate (Bene FAI splendidamente curato).
In attesa del videoracconto. Ormai manca poco…
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