
Intr’U Salento – Selezione 700-750 (L’accento su Galatina)
Intr’U Salento: Il preambolo
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Salire su per la Serra nei pressi di Sant’Eleuterio ha un valore speciale, un riferimento altimetrico di rilievo, le antenne lì poste orientano chiunque geograficamente in virtù della loro visibilità.
Ne erano evidentemente consci anche gli abitanti del passato, non certo per le antenne ma perché dominare l’orizzonte aumenta la percezione di sicurezza. Le tracce nella Grotta Nicola Fazzu databili a diciottomila anni fa e quelle del piccolo villaggio non molto distante da lì risalenti all’Età del Bronzo lo testimoniano.
Tuglie che si sviluppa a partire dalle Grotte dei Passaturi in zona “Critazzi” sul versante occidentale fortemente antropizzato della Serra è punto di partenza. Risalire su per il promontorio per poi scendere dal versante orientale ancora verde e ricco di vegetazione è certamente uno sforzo possibile e un’esperienza che vale la pena affrontare.
Giunti a Neviano si chiude di fatto il racconto delle Serre Salentine apici della penisola che saluteremo definitivamente tra qualche decina di chilometri a Galatone ma l’accento prima cadrà su Galatina che, in pianura, si raggiungerà seguendo quelle stradine salentine che ormai abbiamo imparato a conoscere, silenziose, poco frequentate, di massima asfaltate ma con i giusti inserti sterrati quasi impossibili da evitare. Regalano scorci qua e là che sembrano dipinti dall’immaginario e dalle aspettative di chi le attraversa in bicicletta. Alberi di fico in inverno ormai spogli, campi coltivati, canneti a delineare canali di bonifica, terra rossa arata e profumata acconciata per la semina. Aradeo posta a metà strada tra Neviano e Galatina e Noha a preparare l’ingresso alla cittadina dai fasti architettonici nobili del passato, custode della stupenda gotica Santa Caterina d’Alessandria di Maria d’Enghien Contessa di Lecce, futura regina consorte del Regno di Sicilia e Raimondo Orsini del Balzo già Principe di Taranto (tanto per citarne due nobili tra i più illustri che hanno lasciato il segno da queste parti). Galatina appunto, dall’aria tarantata e madre del famigerato pasticciotto.
Tra lei e Galatone dall’accento contrapposto (vai a capire perché!?), ancora in pianura, ancora tra stradine silenziose, appezzamenti di terra più o meno sfruttati o abbandonati a se stessi, piccoli giardini incastonati tra piccole cave di pietra da tempo dismesse, villette private e piccoli allevamenti di bestiame. Galatone, a sua volta custode dell’altra stupenda, questa volta barocca, Chiesa del Santissimo Crocifisso della Pietà e dalle numerose testimonianze storiche sopravvissute ai giorni nostri come a chiudere quasi un’anello posto nel mezzo del Salento. È giunta l’ora di salutare la serra cavalcata per gli ultimi metri, in direzione ionio. Sarà l’ultima salita? Chissà…
Dove finisce la traccia? Ai piedi di una fontana che ha fornito e fornisce l’acqua ai passanti e ai locali, discretamente, in modo quasi nascosto.
P.S.: L’ambiente è parte del viaggio, rispettalo e vivilo con discrezione. Non lasciare tracce del tuo passaggio, qualcuno potrebbe aver lavorato duramente per permetterti di godere del contesto naturalistico che stai attraversando. La natura pretende solo di essere rispettata… non chiede altro. E’ sufficiente comportarsi come se fosse tuo quello che ti circonda (se ci pensi, in buona parte lo è).
Lo spunto da cui si è partiti per disegnare il percorso?
√ Fortificazioni nel Salento – Maglie. L’entroterra non sfugge alle razzie
Intr’U Salento:
Selezione 700-750 (L’accento su Galatina)
Tempi di percorrenza
Cinquantacinque chilometri che, se non ci fosse la serra di mezzo, sarebbero tutti in perfetta pianura. Si possono percorrere in quattro ore senza calcolare le dovute soste per ammirare ciò che si incrocia.
Tipologia di Percorso
Più che mai protagoniste le stradine secondarie eccezion fatta per il facile sentiero boschivo da attraversare lungo circa tre chilometri prima di giungere a Neviano. Attenzione va posta agli inaspettati, inevitabili attraversamenti con le varie Strade Provinciali che si palesano quasi senza preavviso. Gli sterrati sono facili e rappresentano la tipica viabilità di un tempo non troppo lontano. I tratti urbani non sono poi così caotici neanche a Galatina, la cittadina più grande da attraversare ma l’attenzione è sempre meglio tenerla alta mentre si pedala su strade dove distrarsi è facile. Meglio fermarsi un attimo per ammirare i punti che catturano l’attenzione.
I punti caratterizzanti
Si parte dalla graziosa piazza di Tuglie racchiusa tra il palazzo ducale, il museo della civiltà contadina e la chiesa matrice Maria SS. Annunziata per salire e raggiungere la Grotta delle Veneri (Nicola Fazzu) e le tracce archeologiche del villaggio risalente all’età del bronzo posto ai margini di cave dismesse. San Nicola di Macugno, lungo i suoi sentieri sul versante orientale della Serra ed il Borgo di Neviano col suo piccolo castello nobiliare prima di lanciarsi nelle campagne piatte per raggiungere Aradeo e Noha alle porte di Galatina. Santa Caterina d’Alessandria coi suoi affreschi inconfondibili, una sosta in cerca di Pasticciotti da gustare e palazzi nobiliari da scovare. La ripartenza in direzione occidentale, Galatone con il suo Santuario barocco Santissimo Crocifisso della Pietà, il Castello Belmonte Pignatelli, la Cripta Madonna Odegidria e l’altro castello, un po’ più defilato di Fulcignano prima di attraversare per un’altra volta la Serra Salentina e giungere a Sannicola.
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