
I brevi nel Salento – Finibus Terrae, la conquista
Brevi nel Salento: Il preambolo
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“Eroico!”, “Straordinaria impresa!”, “Incredibile ed Epico!”… Di contro “Chissà cosa si prova?”, “Che forza fisica e mentale avranno?”, “Beato chi ci riesce!”… Ogni volta che ci si imbatte in notizie che riguardano persone che hanno terminato un viaggio verso le estremità del mondo o raggiunto un traguardo impegnativo ed impensabile si comincia inevitabilmente ad immedesimarsi emotivamente magari solo per un istante per poi provare un pizzico di invidia mentre si torna coi piedi per terra. “Impossibile per me da raggiungere…”, “Aaaah la Patagonia lontano miraggio…”. Ci sarà un modo per provare, anche solo in millesima parte, l’emozione di aver raggiunto la meta di un viaggio sognato e ritenuto impossibile da realizzare? Come a dire, c’è un modo per prendersi un pochino in giro anche col rischio di sembrare eroici furbetti (giammai)? Ebbene, facciamolo questo esperimento spensierato, siamo tutti umani nel Salento… Finibus Terrae, la conquista di una frontiera.
Se dell’impresa e dell’emozione di arrivare al finibus terrae non v’importa nulla, percorrere l’anello in senso antiorario è un’ottima idea. Consente di ammirare con maggiore attenzione la costa salentina (e magari i monti albanesi). Scelta soggettiva senza possibilità di pentirsene.
Tempi di percorrenza
24 chilometri evitando la via del sale (un cul de sac stupendo da cui bisogna uscire affrontando pendenze fino al 14%). Al netto delle eventuali soste, a velocità cicloturistiche in un paio d’ore l’anello si può chiudere. Tenete conto del continuo saliscendi, un fattore che potrebbe influire sui tempi o anche no, dipende da voi.
Tipologia di Percorso
Praticamente tutto su asfalto, un continuo e dolce saliscendi (dolce?) mentre si ondeggia tra curve che assecondano muretti a secco. Vale per la parte del percorso che attraversa l’entroterra ma anche per la bellissima pedalata affacciati sul mare. Pensato più per l’alba che non per il tramonto per non soffrire del traffico automobilistico. Influenza negativamente la fruizione della litoranea nella stagione estiva ma anche perché ci si affaccia sul mare ad oriente (I tramonti privilegiano sempre l’occidente).
Bicicletta suggerita
Nessuna preclusione, va bene tutto, al massimo eviterei lo scatto fisso (questione personale).
I punti caratterizzanti
Per chi proprio non c’è la fa a svegliarsi all’alba, l’entroterra salentino al tramonto sfoggia colori, profumi e sensazioni incredibili. Inoltre si pedala sulla rinomata Via Francigena col fascino che ne consegue. A Corsano il palazzo baronale Capece, il frantoio ipogeo e la via del sale con l’approdo ad una stupenda costa selvaggia e frastagliata. In fine l’arrivo al faro ed il santuario di Leuca. I borghi attraversati? Gagliano del Capo, Corsano e se non ci si accontenta della vista dall’alto, Santa Maria di Leuca.
Lo spunto da cui si è partiti per disegnare il percorso?
√ Fortificazioni del Salento – Castrum MInervae, baluardo inespugnabile
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