Intr’U Salento 640-700 (La Costa Ionica)

Intr’U Salento – Selezione 640-700 (La Costa Ionica)

Intr’U Salento: Il preambolo

Download gpx, percorso visto su Mappa

Ugento esiste da sempre. Discreta ha accolto ogni Storia, merce e ogni persona diretta da e per Leuca e Otranto, come un faro ha guidato i viandanti lungo un’arteria di comunicazione tra le più importanti del Salento. Le testimonianze sono lì ad indicarlo nello spazio di pochissime centinaia di metri. La Via Sallentina, appunto, coi suoi alti muri in pietra ancora presenti ai piedi di Ugento, utilizzata già dai Messapi e valorizzata soprattutto dai Romani a prolungare la Via Appia. Ovviamente presente il mondo bizantino della Cripta del Crocefisso affrescata come solo i Basiliani hanno saputo fare mentre a rappresentare il medioevo, quel momento lungo mille anni della nostra Storia, una necropoli ubicata in un’area rupestre. Già in uso per riporre ceneri dei defunti la Grotta di Polifemo avvolta dalla luce fioca penetrante dal cielo, è stata di fatto una delle rare colombaie ipogee. Da qui si riparte per risalire la Costa Ionica attraente in estate e ubriacante nel silenzio delle stagioni restanti. Diversa dalla Costa d’Oriente, bisogna immaginare la punta del tacco d’Italia come una barca adagiata su un fianco col lato basso a pelo d’acqua. Ecco, quel lato è la Costa posta a ponente, La Costa ionica. Ubriacante dunque, ti avvolge e coinvolge, ti colora e ti scalda l’anima in ogni senso. In cambio ti chiede sforzo, ti fiacca e ti affanna non prima di averti ammaliato lungo un tappeto di sentiero srotolato sugli scogli. Non ti respinge perché il mare te lo fa vedere, annusare e toccare, finanche sudare a Lido Pizzo prima di premiarti. Quel mare dai colori camaleontici influenzati dal cielo, dal sole, dalle nuvole e dal vento, cambia aspetto e sorprende sempre mostrando il suo umore in modo trasparente. Ci si arriva da Ugento passando per Felline lungo vie silenziose costeggiando poderi e canali che fanno rete a bonificare campagne altrimenti palude. La si lascia da Punta Pizzo per entrare in una cava dismessa dall’atmosfera particolare e quindi rientrare, per un ultimo tratto a cogliere la perla del Golfo di Taranto.

Dove finisce la traccia? Si punta la Serra di Sant’Eleuterio a cercar vie di passaggio sbocco di un tempo dell’Olio e del Vino.

P.S.: L’ambiente è parte del viaggio, rispettalo e vivilo con discrezione. Non lasciare tracce del tuo passaggio, qualcuno potrebbe aver lavorato duramente per permetterti di godere del contesto naturalistico che stai attraversando. La natura pretende solo di essere rispettata… non chiede altro. E’ sufficiente comportarsi come se fosse tuo quello che ti circonda (se ci pensi, in buona parte lo è).

Lo spunto da cui si è partiti per disegnare il percorso?

Fortificazioni nel Salento – L’Angioino testimone della fine sveva

Ciclonica E-01 anello Ugento

Intr’U Salento:

Selezione 640-700 (La Costa Ionica)

Punta Pizzo e Gallipoli sullo sfondo