Intr’U Salento 870-950 (Valle della Cupa)

Intr’U Salento – Selezione 870-950 (Valle della Cupa)

Intr’U Salento: Il preambolo

Download gpx, percorso visto su Mappa

Un lungo respiro da sopportare prima di partire per l’ultimo tratto poiché l’anello si sta per chiudere, ricucito dalla selezione più lunga da percorrere e col fiato inizialmente sospeso nell’Arneo prima di tornare nel mondo frequentato da esseri umani. Avetrana nata con l’avvento dei romani a scapito dei Messapi rappresenta l’estremo ovest per Intr’U Salento.
Immersa tra linee dritte, angoli a rappresentare curve in uno spazio rurale tra vie di passaggio. Una su tutte l’ha alimentata e sostenuta, la via Sallentina. Uno spazio dove le strade non sono banalmente asfaltate, piuttosto ghiaiose, pietrose e sterrate. Macchia mediterranea talvolta prigioniera del giallo accecante delle ginestre in fiore, campi arati, uliveti e vigneti a contendersi l’orizzonte. Pietre e qualche masseria anche fortificata a segnare il punto. Le stalle vuote senza bestiame, tanto quello è fuori a pascolare, ad occupare spazi altrimenti isolati. Dove anche la Storia errando per qualche secolo si aggirò senza meta nel “limitone dei greci” le cui tracce si sono perse nel tempo, come noi da queste parti. Da Avetrana si mena in direzione Veglie dove a contendersi il primato non sarà mare e terra ma olio e vino.
A piccole dosi come dopo un lungo digiuno, l’asfalto riappare gradualmente per adagiarsi definitivamente sul manto di vie e viuzze. Abbandonano gradualmente l’Arneo per infilarsi in una strana depressione che pone Lecce, come in uno scherzo ottico, su di un’altura inesistente. Per quanto inedito a queste latitudini si parlerà di “valle” come in antitesi alla “serra”, la Valle della Cupa. Una larga insenatura che aggira Lecce per tutto l’occidente non comprendendo soltanto il lato orientale. Già battezzata “La Tivoli dei leccesi” per la presenza di innumerevoli ville coloniche abitate da sempre da famiglie abbienti e nobili. Non più al centro la natura e l’aria intorno ma la persona, il suo creare ed il suo pensare. Due le storie che lì emergono, da citare e magari farsi raccontare; La chiesetta Madonna del Pisello col messaggio eterno di apertura al mondo e l’eccellenza letteralmente forgiata, interpretata come solo in pochi sanno fare. A Monteroni e non altrove il Maestro telaista e la passione per la bicicletta. Quella bicicletta che come nessun’altro mezzo ci ha trasportato in ogni istante Intr’U Salento.
Il rientro a Lecce? Non prima di aver superato il trambusto cittadino evidente e assordante, per forza dall’ingresso principale, il più emblematico e grandioso del capoluogo salentino, l’arco di trionfo dedicato a Carlo V. Porta Napoli.


Il mio racconto termina quì, fissa il momento, il ricordo, le sensazioni da me provate. E’ uno dei tanti possibili, un viaggio da fare o da immaginare ma anche un modo per non dimenticare.

Dedicato alle ragazzine ed ai ragazzini. Le generazioni dei miei nipotini.

P.S.: L’ambiente è parte del viaggio, rispettalo e vivilo con discrezione. Non lasciare tracce del tuo passaggio, qualcuno potrebbe aver lavorato duramente per permetterti di godere del contesto naturalistico che stai attraversando. La natura pretende solo di essere rispettata… non chiede altro. E’ sufficiente comportarsi come se fosse tuo quello che ti circonda (se ci pensi, in buona parte lo è).

Lo spunto da cui si è partiti per disegnare il percorso?

Fortificazioni nel Salento – L’Arneo si difende con la Lupara

Salento Bizantino – Nei limiti del Limitone

Salento Bizantino – Fiducia e Protezione

Intr’U Salento:

Selezione 870-950 (Valle della Cupa)

La strada ciclabile che porta a Lecce
L’ultimo chilometro di Intr’U Salento