
Ciclonica E-04 anello Porto Cesareo
CICLONICA: Il preambolo
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Porto Cesareo, un tempo e ancora oggi un luogo di pescatori ma anche di turismo balneare ed estivo. Si certo, iniziare a pedalare in estate da queste parti non è previsto viceversa farsi un bagno in altre stagioni è una grande scoperta. Porto Cesareo come punto di partenza ma anche come arrivo da godere. Una bretella lunga mezza dozzina di chilometri ci porterà in un contesto che è si “vicino” al mare ma ha il profumo della terra, la terra d’Arneo. Un’area geografica che si estende a nord fin oltre le mura di Manduria nel tarantino, a est lambendo la valle della Cupa e il sud brindisino mentre Nardò segna il limite più meridionale. È una delle pochissime aree salentine con una densità di popolazione ancora bassa, a vocazione rurale, caratterizzata da vie lunghe e rettilinee. Sarà così anche per il tratto di Ciclonica che ha deciso di percorrere l’entroterra da nord verso sud in direzione Nardò. Oltre venti chilometri senza incontrare agglomerati urbani (portatevi qualche borraccia d’acqua di riserva) al massimo è concessa qualche curva. Il Salento poco conosciuto e lontano dai riflettori, sicuramente di carattere, spigoloso e autentico, meritevole di attenzione per chi vuol conoscerlo, approfondirlo e toccarlo. Vestito con abiti da lavoro, che produce, semina e raccoglie prelibatezze che rendono inconfondibile l’arte vinicola e culinaria del tacco d’Italia. Da Nardò muta il contesto, come in ogni anello della Ciclonica il mare diventa protagonista assoluto così come i parchi naturali che lì si affacciano creando un connubio straordinario fatto di scogliere, cale e calette sabbiose, zone umide abitate dalla fauna tipica, Spunnulate, vegetazione rigogliosa come macchia mediterranea e pinete. Non mancano le Masserie Storiche poste in pieno Arneo oppure affacciate sul mare tra una torre di avvistamento del sedicesimo secolo e l’altra. Persino Lucio Battisti è rappresentato. Senza accorgersene si è già giunti al punto di partenza distratti come siamo da ciò che ci circonda.
I riferimenti ufficiali
Ciclonica:
E-04 anello Porto Cesareo
Tempi di percorrenza
60 chilometri totali con i primi 30 da pedalare a ritmo regolare per poi spezzarlo e singhiozzare (in senso positivo) lungo il mare. In circa quattro ore l’anello può essere chiuso con ritmi da cicloturismo a cui aggiungere le soste irrinunciabili. Altrimenti che senso ha?
Tipologia di Percorso
Dapprima lungo la litoranea dei stabilimenti balneari e le spiagge bianchissime di Porto Cesareo. Poi deviando su una bretella in leggerissimo falso piano direzione est quasi tutta asfaltata e che ci condurrà in Terra d’Arneo. Lunghi rettilinei sulla viabilità di servizio del consorzio di bonifica d’Arneo a bassissimo traffico motorizzato saranno spezzati dall’alternanza di ghiaia e asfalto con un lento ondulare apprezzabile proprio grazie ai rettilinei che danno profondità al percorso. Curve? Contatele con le dita di una mano. Da Nardò si svolta verso il mare e la grande pineta di Porto Selvaggio sarà la soglia di ingresso da scavalcare se lo si vuol toccare. Da lì in poi, dopo un’iniziale tratto di strada litoranea, è un susseguirsi di sentieri e viuzze poste lungo la costa. Non mancano i sentieri di sabbia a pochi metri, se non centimetri dal mare (pochi metri da superare a piedi) mentre Porto Cesareo riappare all’orizzonte. Porre sempre attenzione agli attraversamenti con strade provinciali trafficate come quella attraversata immediatamente dopo aver superato la Masseria Zanzara o quei settecento metri in ingresso a Nardò. Lì le macchine sfrecciano senza pazienza.
I punti caratterizzanti
Dalla Torre Cesarea di Porto Cesareo le spiagge bianche fino a Torre Chianca. La deviazione verso la Terra d’Arneo mentre, a partire dalla Masseria fortificata Zanzara, si scende (si fa per dire) lungo questa area rurale interrotta, se si vuole, dalla visita alla Cripta Madonna della Grottella con ancora visibili gli affreschi che sembrano fotografie sul passato. 20km di silenzi suggestivi spezzati dal probabile vento prima dell’approdo a Nardò con i suoi monumenti, le chiese, le piazze ed il Castello. Le Ville eclettiche lungo la strada per il mare e la discesa verso la caletta di Porto Selvaggio. Torre Uluzzo con vista sulla splendida costa ionica e Gallipoli sull’orizzonte, Masseria Bellimento ancora attiva e produttiva prima di giungere alla Palude del Capitano, la sua dolina maggiore e le Spunnulate affioranti. Sant’Isidoro famosa per la sua baia dalle acque limpidissime e basse dal color verde smeraldo e la sabbia fine della spiaggia, Torre Squillace, Lucio Battisti (ovviamente parliamo di una statua a lui dedicata) ed in fine, prima di chiudere l’anello, la baia della Strea e la sua penisola.
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