
Intr’U Salento – Selezione 600-640 (Canali di bonifica)
Intr’U Salento: Il preambolo
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Condividono l’amministrazione ormai da tempo Acquarica e Presicce che son fuse nell’abitar comune. Condiviso il culto nella Chiesa (Santa Maria dei Panetti) perché la cultura è dura da convertire, la medievale Celsorizzo l’ha dovuta inglobare per vincere la crociata. Seppur edificati per scopi e in tempi diversi (materia prima facile da reperire) le pietre condivise (chissà?) della Specchia di Pozzomauro affacciata sull’omonima Serra col Pajarone distanti tra loro pochi metri. Condivisa anche la sorte esclusiva per avido possesso del bello? L’uno, il Bosco Monaci a forza di ruspe a bloccar l’accesso e l’altro estirpando ciò che la natura si riprese in quel dei Fani, gli Elefanti vegetali ormai strappati ed i rovi col graduale sopravvento sui sentieri. La Cripta lì presente? All’oblio probabilmente. Condividono i ruderi di Aparo Valentini e Don Cesare le conseguenze dello stesso infausto atto, l’appiccar fuoco ed incendiare tutto ad espiare le proprie pene, il Bipede Implume (Così lo definì Cosimo De Giorgi illustre medico, scienziato, geografo e storico del XIX secolo), non volendo riconoscere il dolo ma attribuendo colpe alla natura. Resta inattaccabile davanti a noi quello spazio smeraldo incastonato tra cielo e terra chiamato Mare Ionio. L’Uomo è stato in grado, questa volta, di divider l’acqua dalla terra laddove persistevano paludi, acquitrini e aria malsana ottenendo terra fertile da coltivare. A giovarne anche gli uccelli migratori e non solo quelli, dei canali di bonifica contrapposti al mare. Quel mare dal color turchese che si infrange su splendenti spiagge bianche, bellissime ed immense dall’autunno a primavera. Non sarà semplice convincere il Mulo (la bicicletta) ad andar per sabbia farsi strada in questo spazio, a condividere il fascino del luogo sarà per forza anche la fatica. Sarà dura?
Dove finisce la traccia? In salita a conquistare la Via Sallentina, il suo scorcio nel tempo seppur per un breve tratto.
P.S.: L’ambiente è parte del viaggio, rispettalo e vivilo con discrezione. Non lasciare tracce del tuo passaggio, qualcuno potrebbe aver lavorato duramente per permetterti di godere del contesto naturalistico che stai attraversando. La natura pretende solo di essere rispettata… non chiede altro. E’ sufficiente comportarsi come se fosse tuo quello che ti circonda (se ci pensi, in buona parte lo è).
Lo spunto da cui si è partiti per disegnare il percorso?
√ Fortificazioni nel Salento – Omomorto in Finibus Terrae
Intr’U Salento:
Selezione 600-640 (Canali di bonifica)
Tempi di percorrenza
Non saranno i chilometri questa volta a determinare il tempo di percorrenza ma la determinazione con cui si affronta la tipologia di percorso. Quaranta chilometri in quattro ore senza considerare le eventuali soste che difficilmente si riusciranno ad evitare.
Tipologia di Percorso
Vedendo i grafici altimetrici si potrebbe pensare che i dislivelli in discesa ed in salita, tra l’latro tutti (la maggior parte) su superficie asfaltata, siano la parte più sfidante da affrontare, non è così. Stradine secondarie in assenza quasi totale di traffico sono protagoniste assolute lontano dalla costa mentre, quando si fiancheggia il mare piatto, tutto ciò che si trova in quella striscia di terra tra i canali di bonifica e lo Ionio sono un’autentica sorpresa. Si passa da strade sterrate facilmente percorribili a sentieri sabbiosi ostici da superare, ciò che passerà davanti agli occhi farà dimenticare lo sforzo patito, quello sforzo comunque mai in eccesso ma che farà affannare di tanto in tanto. Non bisogna mai dimenticare che si sta seguendo una costa che per definizione è da considerare dinamica. Tenerne conto e approcciarsi con un pizzico di spirito di avventura aiuta. Altro aspetto… le zone umide come queste caratterizzeranno a loro piacere la traccia, soprattutto in caso di maltempo e nei giorni immediatamente successivi. Ma quanto fascino però!
I punti caratterizzanti
Presicce-Acquarica sorprenderà per particolari da osservare. La Torre imponente della Masseria Fortificata Celsorizzo con al fianco la torre colombaia, la vicinissima chiesetta Madonna dei Panetti con le absidi greche e latine appaiate a condividere lo stesso tetto ed il Frantoio Ipogeo da visitare. Il Castello di Acquarica col suo Torrione, a Presicce il Palazzo Ducale elegante e la piazzetta con la Colonna omonima alla Chiesa di Sant’Andrea Apostolo davanti. Sulla Serra di Pozzomauro sul cui vertice si poggia la Specchia, il Pajarone svetta e sfida l’altezza. Si fiancheggia il Bosco Monaci e la Masseria dei Fani ai piedi del Canalone un tempo casa degli Elefanti vegetali e la grotta delle fate dentro cui sbirciare stando fuori. L’essere rudere condiviso dalle Masserie Fortificate Aparo Valentini e Don Cesare col colpo d’occhio sul mare di fronte. Quindi ecco i Canali ed i laghetti di bonifica lungo la costa e soprattutto spiagge, tra le più bianche ed estese del Salento. In mezzo Torre Pali, Lido Marini e Torre Mozza prima di raggiungere Torre San Giovanni, la località più grande affacciata su questo tratto di mare. Si svolterà verso l’entroterra da qui a salire sulla Serra delle Fontane per raggiungere il piccolissimo Borgo di Gemini e quindi Ugento seguendo la Serra Ionica del basso Salento.
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