
Ciclonica E-05 anello Manduria
CICLONICA: Il preambolo
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Ariosa e briosa, questa la sensazione trasmessa a pelle dalla splendida cittadina situata a nord del Salento ionico, Manduria. Si, ma anche fiera ed indipendente quando lo sguardo incrocia le mura messapiche degli scavi archeologici, baluardo inespugnato dalla Magna Grecia e perché produttrice di un vino riconosciuto ormai internazionalmente e valorizzato nelle cantine locali, il Primitivo. Si parte da qui dunque per pedalare l’anello della Ciclonica posto più a nord di tutti. Sorprende nella semplicità dell’entroterra, rettilinei lunghi che assaggiano la Terra d’Arneo con l’iniziale e ovvia impronta lasciata per chilometri dai vitigni che si trasformano gradualmente in uliveti a ridosso di Avetrana. Ambientazioni rurali e nessun borgo, in sella a ritmo costante fino a Torre Lapillo da dove inizia un altro scenario, quello dei parchi naturali. Parola d’ordine “umidità”, non puoi prescinderne quando hai a che fare col Salento e coi parchi naturali della costa ionica nei pressi della Palude del Conte. Canali di bonifica tra macchia mediterranea e boschetti sfiorati, spiagge adagiate nelle piccole baie di Torre Castiglione, Punta Prosciutto e Torre Colimena da dove spiccano il volo i fenicotteri rosa ormai stanziali (pochi) o in migrazione nelle stagioni a loro congeniali che normalmente sostano nel bacino della Salina Monaci. La foce dall’acqua limpidissima del fiume Chidro a San Pietro in Bevagna segna l’ultima svolta verso Manduria. Non crediate però la via del ritorno possa essere anonima e triste… Tutt’altro.
I riferimenti ufficiali
Ciclonica:
E-05 anello Manduria
Tempi di percorrenza
Il più lungo in termini chilometrici, questo anello, nella versione integrale (ne esiste una ridotta di qualche chilometro) ha termine dopo settanta chilometri con una stima di cinque/sei ore da pedalare e mettere in conto prima del rientro al punto di partenza. Soste escluse ovviamente.
Già previsto e disponibile per il download l’anello a distanza ridotta a cinquanta chilometri
Tipologia di Percorso
Una volta lasciato l’ambiente urbano di Manduria l’iniziale percorrenza su Strada Statale e Provinciale non deve preoccupare, si tratta di pochi chilometri da pedalare con cautela ma decisi. Una deviazione rimetterà tutto al suo posto fino ad Avetrana. Sarà protagonista la viabilità secondaria asfaltata ma anche sterrata. Da Avetrana un rettilineo tra gli Ulivi ci porterà dritti in Terra d’Arneo, ad attraversare il Porsche Engineering Technical Center, l’anello di asfalto usato per collaudare mezzi a motore che si odono al loro sfrecciare, riprendendo il fondo sterrato abbandonato alle porte di Avetrana e superato il quale si torna su asfalto. Torre Lapillo ci introduce alla costa e, con l’appoggio saltuario della Strada Provinciale SP-340 (attenzione, lì le macchine sfrecciano veloci nonostante i limiti imposti) si cominciano ad esplorare i canali di bonifica, le aree paludose e le calette sul mare senza disdegnare tratti ghiaiosi e sabbiosi. Da San Pietro in Bevagna una inaspettata percorrenza gravel rende il rientro a Manduria non scontato e bello da pedalare.
I punti caratterizzanti
Le piazze centrali ariose ed appaiate, il Palazzo Imperiali-Filotico, il particolare Calvario e il mondo messapico del Parco Archeologico di Manduria. Immersi negli ettari di vigneti attraversati, Avetrana e il suo Castello con fossato, l’inaspettato e caratteristico nucleo storico, i rettilinei a spaccare poderi rurali e il sapore incontaminato nel centro attraversato dell’anello pista di collaudo. La storica Masseria Mandria Carignani col suo racconto emozionante dei fatti d’Arneo e dunque il mare. La Torre di San Tommaso a Torre Lapillo, le Spunnulate quasi occultate dalla strada corrente, i canali di bonifica tra macchia mediterranea, le calette di Torre Castiglione e Punta Grossa, Punta Prosciutto e la Palude del Conte, Torre Colimena e Salina Monaci con le dune sul mare. La foce del Fiume Chidro dalle acque cristalline e San Pietro in Bevagna come ultima spiaggia. Il Bosco e la Masseria Cuturi costeggiati su splendido percorso con sullo sfondo il Monte dei Diavoli.
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