
Intr’U Salento – Selezione 340-410 (Le Vie dell’Olio)
Intr’U Salento: Il preambolo
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È veramente incredibile come a volte, in un’area periurbana possano convivere scrigni di natura straordinari in contesti di urbanizzazione non certo pianificati per accoglierli. È il caso di Maglie cittadina tra le più grandi del Salento, nata in un territorio dove le cave da cui viene estratta la pietra leccese lasciano inevitabilmente il segno. Eppure lì, in particolar modo sul versante nord orientale, queste situazioni sono evidenti. Cursi e Melpignano attingono a piene mani da tempo immemore nella composizione del sottosuolo per estrarre un materiale che ha reso famoso il Salento mentre piccoli boschi o macchia mediterranea mostrano realtà che paiono in contrasto con queste attività. Quando attraversati si resta stupiti dalla manifesta ricchezza spontanea di questi piccoli angoli di natura resiliente che però vanno tutelati. Ecco, questa sezione parte da qui prima di affrontare, sperando nel futuro, l’altra grande ricchezza del passato salentino, l’olio e le sue vie di comunicazione. Inoltre impareremo a conoscere la serra salentina più importante, costeggiandola laddove si tocca il punto più alto del tacco d’Italia.
Dove finisce la traccia? Nel cuore stesso del Salento, quello autentico, fatto di fatica e confronto con la natura.
P.S.: L’ambiente è parte del viaggio, rispettalo e vivilo con discrezione. Non lasciare tracce del tuo passaggio, qualcuno potrebbe aver lavorato duramente per permetterti di godere del contesto naturalistico che stai attraversando. La natura pretende solo di essere rispettata… non chiede altro. E’ sufficiente comportarsi come se fosse tuo quello che ti circonda (se ci pensi, in buona parte lo è).
Lo spunto da cui si è partiti per disegnare il percorso?
√ Fortificazioni del Salento – L’Angioino testimone della fine sveva
Intr’U Salento:
Selezione 340-410 (Le Vie dell’Olio)
Tempi di percorrenza
70 km o poco meno percorribili in quattro ore e mezzo con medie da cicloturismo senza considerare eventuali (numerose) soste aggiuntive.
Tipologia di Percorso
I primi trenta chilometri sono caratterizzati dalla percorrenza di stradine secondarie asfaltate. Caratterizzati dalla vegetazione invece i passaggi brevi attraverso un sentiero boschivo in area suburbana posta a nord di Maglie e quella di una carraia (via dell’olio) posta viceversa a ovest rispetto a questa cittadina. Da Scorrano in poi, pur pedalando su vie secondarie asfaltate, si comincia a percepire il cambio di ambientazione. Nel Parco dei Paduli appariranno le prime stradine di campagna sterrate mentre i dislivelli cominceranno a farsi vedere a ridosso della serra salentina, dapprima costeggiata e assecondata sul suo lato orientale e quindi, dopo aver scoperto una carraia di epoca romana (altra via dell’olio), risalita con decisione ma senza eccessi e con pendenze abbordabili. Gradevolissima la discesa verso Ruffano con vista sullo Ionio. Attenzione ai soliti attraversamenti con le arterie stradali principali. Maglie è probabilmente l’unico tratto urbano in cui il traffico motorizzato sì presenta spiccatamente. Una sensazione di isolamento potrebbe palesarsi viceversa affrontando il su citato Parco dei Paduli.
I punti caratterizzanti
Da Melpignano il Palazzo Marchesale Castriota, l’ex Convento Agostiniano, il Dolmen Specchia, il ben nascosto Dolmen Masseria Nuova, Maglie ed il Palazzo Baronale Capece, l’Antica Via te l’oju su cui si affaccia la Cappella di San Donato. Superata Maglie ed il suo circondario si approda a Scorrano con la sua patrona Santa Domenica, Palazzo Guarini. Subito fuori il Menhir la Cupa, la Vora Avisu altrimenti nota come Vora del Guercio. Ormai siamo nel Parco dei Paduli dove, a San Cassiano, troviamo l’Uliveto Pubblico e le sue sculture intrecciate, un esemplare di Quercia Virgiliana bellissima (ormai siamo in feudo di Supersano). Lungo la Serra Salentina i ruderi della chiesetta bizantina di San Giacomo nel Casale Sombrino e dunque l’antica Carraia Romana ai piedi della Masseria storica Le Stanzie. La ormai inaccessibile Cripta bizantina Madonna Coleimanna nel cimitero di Supersano, sulla serra con vista verso est la Chiesa Madonna della Serra in agro di Ruffano, il piccolo boschetto di Occhiazzi, il Parco Astronomico San Lorenzo e sulla sommità del Manfio la Cripta del Crocefisso con vista dall’altro versante della Serra Salentina sullo Ionio prima di riscendere verso Ruffano.
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