Intr’U Salento 250-290 (Otranto)

In evidenza i colori intensi della baia dell'Orte

Intr’U Salento – Selezione 250-290 (Otranto)

Intr’U Salento: Il preambolo

Download gpx, percorso visto su Mappa

Parola d’ordine “lentezza”, la selezione posta più a est di tutte impone (letteralmente) a chi la percorre un ritmo adeguato, commisurato ai luoghi attraversati dove una fetta di Storia è stata artefice importante nel plasmare il Salento del passato e di oggi. Montevergine, un balcone con una tra le più ampie vedute sul Salento, dove in alcuni momenti particolari è possibile ammirare le montagne del versante albanese, ci spingerà giù verso la città dei Martiri liberata dai saraceni da Alfonso d’Aragona, piccola e dall’impronta medievale, racchiusa tra mura spesse nate dopo i fatti cruenti del 1480, che ha spinto tutto il Salento a fortificarsi oltremodo.
La Natura diventa quindi protagonista a partire dalla costa meravigliosamente frastagliata argine di un mare blu profondo nella baia dell’Orte per poi risalire, passare per l’entroterra inaspettatamente verde vivido con i sentieri che lì si insinuano costeggiando finanche la sorgente dal nome che ha consegnato, identificandola, l’identità del tacco d’Italia, la Terra d’Otranto. Saranno pochissimi i momenti in cui pedalare a testa bassa, moltissime le occasioni da vivere scendendo dalla bici per proseguire a piedi e a testa alta godere delle altre ampie vedute presenti sul Canale d’Otranto sempre intrise di Storia. La Cava di Bauxite sulla baia già costeggiata lungo i suoi sentieri, San Nicola di Casole scuola di Cultura bizantina (o ciò che ne resta fisicamente), l’esempio principe di Masseria Fortificata di Cippano sorvegliata a vista dalla scenografica Torre di Sant’Emiliano. Al fianco della bicicletta più che restando seduti sulla sella si resta meravigliati, affascinati ed arricchiti. Stimolati in ogni senso.

Dove finisce la traccia? In un giardino dai contorni ancestrali e misteriosi… il viaggio proseguirà in quella direzione…

P.S.: L’ambiente è parte del viaggio, rispettalo e vivilo con discrezione. Non lasciare tracce del tuo passaggio, qualcuno potrebbe aver lavorato duramente per permetterti di godere del contesto naturalistico che stai attraversando. La natura pretende solo di essere rispettata… non chiede altro. E’ sufficiente comportarsi come se fosse tuo quello che ti circonda (se ci pensi, in buona parte lo è).

Lo spunto da cui si è partiti per disegnare il percorso?

Fortificazioni nel Salento – Il Sacco d’Otranto ed il castello

Pietre del Salento – Sanctus Emilianus imperat!

Brevi nel Salento – Montevergine

Intr’U Salento:

Selezione 250-290 (Otranto)

Il mare cristallino del porto di Otranto